06nov 2021
BONTASANA, PASTA INSOLITA, “BELLA”, BUONA, SOSTENIBLIE E SALUTARE
Articolo di: Fabiano Guatteri

Talvolta i grandi progetti, le realizzazioni epocali, nascono da casualità, come per esempio un incontro.

 

Gli attori


Monia Caramma, professionista impegnata nel mondo del food, è da vent’anni che si dedica alla ricerca e alla realizzazione di alimenti sostenibili per l’ambiente e per il consumatore, vale a dire per la salute sia del pianeta sia dell’uomo. Da qui l’attenzione e l’approfondimento sui cereali antichi e sui superfood. Oggi è conosciuta come Eating & Food Designer. Il suo è diventato un impegno nella divulgazione di una cultura alimentare attenta all’ecosistema e alla salute.

 

Sebastiano Cossia Castiglioni,  imprenditore che tra partnership e investimenti si è rapportato con oltre 60 aziende del settore vegan/plant-based. E’ proprietario di Querciabella la reputata azienda vitivinicola toscana certificata biologica, biodinamica e vegana. E’ un imprenditore illuminato, rispettoso dell’ambiente, da decenn nel board o advisory board di sei diverse organizzazioni internazionali che si occupano di protezione degli animali, tra le quali Sea Shepherd.

 

 

Bontasana


L’incontro tra Monia Caramma e Sebastiano Cossa Catiglioni, grazie all’identità di visione sostenibile, ha dato vita a Bontasana. L’azienda produce pasta biologica, senza glutine, vegan e non OGM, senza coloranti e aromi. Utilizza farine di mais bianco anche miscelate con spirulina, o curcuma e pepe sarawak, e farina di sorgo. Nulla è affidato al caso, neppure la foggia della pasta prodotta calibrandone spessore e forma.
Abbiamo avuto modo di conoscere la collezione Bontasana in occasione del Pasta Day, a un press lunch al ristorante  Linfa Restaurant di Milano. Le portate sono state servite accompagnate da alcune etichette Querciabella.

 

Il menu


Cartoccio (foto 1), è il nome della prima portata: fusilli di mais bianco alla curcuma e pepe sarawak presentati in un modo decisamente originale ossia in tempura con verdure di stagione e salsa per il dipping; in abbinamento Mongrama Maremma Doc 2019. I fusilli piacevolmente croccanti, gustosi, si sono rivelati decisamente versatili. Sarebbe interessante servirli in tempura, anche senza verdure, magari per accompagnare l’aperitivo.

 

Dal Mare è il nome promettente delle penne rigate di mais bianco e spirulina, dal colore verde profondo, condite con crema di patate e porri allo zafferano, cuori di palma, polvere di alghe, salicornia croccante, limone candito e granella di pistacchi. Tanti ingredienti per un insieme armonico; la pasta oltre a presentare una consistenza che dà soddisfazione alla masticazione ha un sapore ben caratterizzato grazie alla spirulina. Questa conferisce una nuance umami che bene si accorda con gli ingredienti di accompagnamento dove si coglie la dolcezza della patata, la nota appena percettibile amaricante dello zafferano, oltre a tocchi erbacei della salicornia. La portata è stata abbinato al superbo Batàr Toscana IGT 2018: li abbiamo fotografati insieme (foto 2).

 

Decisamente comfort food, la Pasta e fagioli (foto 3): mezze maniche di sorgo con pulled pork, ma planted ossia in versione vegetariana. La pasta di sorgo è di ottima consistenza, non cedevole e il condimento si è rivelato intenso, adatto a essere abbinato al Chianti Classico Docg 2018.

 

Molte aspettative per la portata Una nuova Bologna (foto 4) sia per assaggiare i fusilloni di mais bianco, sia per l’atteso ragù vegano Beyond Meat cucinato in doppia cottura. Piatto di grande suadenza, la fusione pasta-salsa si rivelata perfetta, così come la consistenza al dente dei fusilloni. Ad accompagnarli il sontuoso Palafreno Toscana IGT 2016.

 

Dolcemente sorgo, è il dessert di mezze maniche di sorgo, zabaione al Marsala, crumble di mandorle, nocciole sabbiate, salsa tropicale, frutti di bosco.

 

Conclusione


L’esperienza Bontasana si è rivelata una piacevole sorpresa, un modo diverso di proporre la “solita” pasta. La linea Bonsana piace per la testura, per il sapore e anche perché è sostenibile e salutare. E offre nuovi spunti per servire in modo innovativo il piatto più tradizionale.

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