10gen 2020
PARMA CAPITALE DELLA CULTURA ITALIANA 2020
Articolo di: Michele Pizzillo

Da sabato 11 gennaio, Parma, per il 2020, è la nuova Capitale Italiana della Cultura e, prende ufficialmente il via con un’inaugurazione lunga tre giorni: da sabato 11 a lunedì 13 gennaio. Una scelta finalizzata a valorizzare tutte le attrattive della città. Infatti, sabato è in programma People of Parma, una parata in giallo per le strade della città per sottolineare tutta l’energia della cultura; domenica 12, la cerimonia istituzionale al Teatro Regio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; lunedì 13 l’affascinate Viaggio nella città d’oro. Tre anche le mostre che saranno inaugurate. E, cioè, “Time Machine. Vedere e sperimentare il tempo”;

 

“Noi, il Cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile” e “Parma è la Gazzetta”, con contorno di letteratura contemporanea con gli scrittori Stefania Auci e Gianrico Carofiglio; concerti e musica che sono il fiore all’occhiello della città.
Infine, sempre in tema di triade, tre luoghi simbolo della città saranno animati da videomapping che il Comune dona alla città in occasione della tre giorni: piazza Garibaldi vedrà protagoniste “Le Parole della cultura”, mentre Piazza Duomo sarà accesa da “TEMPUS. Il tempo del lavoro” una proiezione multimediale sulla facciata della Cattedrale, entrambi prodotti da Kifitalia, Idea Factory e Cantiere Idea; in piazzale della Pace #22.2.22 VIDEO MAPPING PER IL MONUMENTO A VERDI, curato da Karmachina e prodotto dal Teatro Regio di Parma.

 

La mostra “Noi, il Cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile”, prodotta da Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, dà praticamente inizio ufficiale alle celebrazioni di “Parma 2020 - Capitale Italiana della Cultura”, e ha l’obiettivo di diffondere le buone pratiche su cibo e ambiente. L’esposizione è composta da tre sezioni: gli spazi della Galleria San Ludovico (Borgo del Parmigianino, 2) e dei Portici del Grano (Piazza Giuseppe Garibaldi, 1) ospiteranno un vero e proprio percorso esperienziale, che si propone di far comprendere il forte legame che esiste tra la tutela della nostra salute e quella del Pianeta, a cominciare da quello che mettiamo ogni giorno nel piatto. Un legame che può essere rinsaldato solo ripensando il modo in cui coltiviamo, produciamo e consumiamo il cibo – è evidenziato nella presentazione della mostra -. Questo perché la produzione di cibo è l’attività dell’uomo che contribuisce di più al cambiamento climatico (31%), superando il riscaldamento degli edifici (23,6%) e i mezzi di trasporto (18,5%) e che oggi consuma 1,7 volte le risorse naturali che la terra riesce a generare ogni anno. Cibo che peraltro, purtroppo, finiamo anche per sprecare, dal campo alla tavola (1/3 del cibo prodotto a livello globale, infatti, non viene nemmeno mangiato).

 

Tant’è che Anna Ruggerini, direttore di Fondazione Barilla, sottolinea che “Mai come quest’anno, cambiamenti climatici e sostenibilità ambientale sono al centro del dibattito, grazie anche a movimenti come #FridaysForFuture e all’impegno di Greta Thunberg, che hanno fatto partire dal basso un sentimento comune e globale che chiede di ripensare - in chiave sostenibile - le nostre vite. Con questa mostra desideriamo far nascere in tutti, giovani generazioni e non, un senso di cittadinanza attiva e una crescente consapevolezza che porti a ripensare i nostri sistemi agroalimentari. Puntiamo a sensibilizzare le coscienze, mettendo al centro una corretta educazione, alimentare e ambientale, elemento fondamentale per questo cambiamento”.

 

Sviluppata in collaborazione con National Geographic Italia, Sustainable Development Solutions Network Mediterranean (SDSN Med), la mostra, realizzata, tra gli altri, grazie al contributo di un comitato scientifico multidisciplinare e la curatela di Codice Edizioni, intende sottolineare il ruolo fondamentale che la cultura del cibo riveste nella rapida evoluzione della nostra società, attraverso un percorso di comprensione e consapevolezza (che va dai paradossi alimentari ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030) tra exhibit interattivi e immersivi. Per questo motivo - e per rendere più immediato il messaggio - la mostra offrirà molteplici occasioni di dialogo e approfondimento con conferenze tematiche, laboratori e workshop.

 

Nelle foto 2  Duomo e Battistero di Parma

 

E, Parma è proprio la sede giusta per una mostra, visitabile sino al 13 aprile, che ha questi obiettivi da raggiungere.

 

Mentre People of Parma è una grande parata inaugurale dove la “nazione Parma” – come la chiamava Attilio Bertolucci – accoglie l’energia della cultura proveniente da tutte le città d’Italia portando in corteo parole e immagini. A seguire il discorso del Sindaco Pizzarotti, il lancio del jingle di Parma 2020 composto dal cantautore e pianista Raphael Gualazzi e un videomapping in cui saranno protagoniste le parole della cultura e le persone in piazza, in un iconico dialogo partecipativo. E, grande musica a fare da corollario: l’Accademia del Carmine del Conservatorio Arrigo Boito eseguirà il concerto Gran Partita di Wolfang Amadeus Mozart, all’Auditorium del Carmine; all’Auditorium Paganini, con 24 Capricci per violino solo di Niccolò Paganini eseguito dalla Filarmonica Arturo Toscanini, sotto la direzione di Roberto Molinelli e con Yury Revich al violino.
Il programma dei tre giorni è, comunque, vasto, per cui è preferibile consultarlo cliccando qui, anche per selezionare gli eventi a cui si è più interessati. Visto che c’è la possibilità di visitare tutti i musei con l’iniziativa “Viaggio nella città d’oro. Parma narrata dai suoi protagonisti in dieci luoghi preziosi” o partecipare al laboratorio didattico “Parma città aperta: LegAmi Umani”, senza trascurare la mostra “Parma è la Gazzetta. Cronaca, cultura, spettacoli, sport: 285 anni di giornalismo”, dedicata alla storia del quotidiano che dal 1735 racconta le vicende del territorio e la storia della città, diventandone esso stesso parte.

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Photo Credits

Photo 1 : Edoardo Fornaciari
Photo 2 : Edoardo Fornaciari
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