01mar 2021
DEGUSTAZIONE CON IL PRODUTTORE: I VINI DELLE TENUTE PELLEGRINO
Articolo di: Fabiano Guatteri

Maria Chiara Bellina, responsabile Enoturismo delle Cantine Pellegrino, parte dell’omonima famiglia proprietaria, e Demetrio Rizzo, responsabile vendite Horeca, hanno presentato alla stampa alcuni vini dell’Azienda, in teleconferenza meet google organizzata dalla giornalista Cristina Gambarini. I vini proposti, Kelbi Catarratto, Rinazzo Syrah, Gazzerotta Nero d’Avola, tutti Terre Siciliane Igt (foto 1), nascono dalle Tenute di famiglia.

 

La cantina
Cantine Pellegrino vanta una storia che risale a 140 anni fa. Nasce infatti nel 1880 come cantina produttrice di Marsala. In epoca più recente, verso la fine del Novecento, si sono inoltre affiancate le produzioni di vini bianchi e rossi delle Tenute di famiglia, e i vini di Pantelleria.
L’Azienda conta un’importante presenza femminile tant’è che la quarta generazione è praticamente tutta rosa. Generazione che ha avuto l’intuito di investire a Pantelleria negli anni novanta per dare vita a una produzioni di qualità, in anni in cui i contadini locali producevano un passito molto artigianale con le loro dolcissime uve.
Va ricordato che Pellegrino è la prima azienda siciliana per storicità e dimensioni, tra le prime 40 aziende in ambito nazionale e la cantina leader italiana per quanto riguarda i vini dolci e passiti.

 

Le Tenute di famiglia

Le Tenute  sono quattro dislocate nella parte occidentale della Sicilia: Salinaro, Kelbi, Rinazzo e Gazzerotta. Nel 2011 è stato condotto uno studio che ha portato a stabilire quali varietà viticole si esprimessero al meglio nelle singole tenute. Si è trattato di una mappatura che ha analizzato non solo la composizione dei terreni, ma ha anche i microclimi che insistono in ciascuna proprietà. In questo modo sono stati identificate Salinaro per le uve grillo, Kelbi per il catarratto, Rinazzo per il syrah e Gazzerotta per il nero d’Avola.

Quest’ultima è la tenuta più estesa, conta 90 ettari, ed è un vigneto sperimentale dove sono prodotte anche altre varietà, come il malbec.

Kelbi, nome arabeggiante, giardino rigoglioso, è una parcella molto estesa e verde, dove il catarratto si esprime al meglio.

Rinazzo è una zona sabbiosa, desertica, molto aspra, una conca dove si forma un microclima siccitoso. Qui il syrah, deve affondare le proprie radici sino a due metri di profondità per trovare l’acqua necessaria a garantire il processo vegetativo.

Gazzerotta è un’immensa distesa di terreno, che si affaccia sul mare dove il nero d’Avola trova il proprio habitat.

 

I vini in degustazione
Kelbi Catarratto 2020 (foto 2)
l vino è prodotto con uve catarratto con resa per ettaro non superiore a 70-80 quintali a fronte dei 130-140 quintali che spesso definiscono le rese dei vini base del Marsala. Inoltre vi è una selezione in pianta molto rigorosa, con la scelta dei singoli grappoli maggiormente idonei per fornire al vino il più elevato livello qualitativo. Kelbi affina 4 mesi in acciaio. Imbottigliato agli inizi di gennaio, ha affinato una quarantina di giorni e sarà nei luoghi di vendita fra una decina di giorni.
La produzione 2020 è stata di 19 mila bottiglie, mentre gli altri anni superava le 20 mila; prezzo allo scaffale 11 euro la bottiglia

 

Note gustative

 

Il colore è giallo paglierino con riflesso verde.
Al naso sono predominanti i sentori di agrumi, nuance di mela verde, di cedro, di frutta aspra; si colgono note floreali di zagara, di violetta.
Nonostante la non eccessiva alcolicità pari a 12,5 gradi, in bocca il vino si rivela pieno, con ingresso prepotente dato dal clima estivo di Kelbi dove la temperatura all’ombra supera 32-33 °C, e questa forza, questo calore si ritrova nel bicchiere. E’ persistente e ripropone i sentori già avvertiti in fase olfattiva e a questi si unisce una nota di glicerina che ammorbidisce il gusto bilanciata dalla pronunciata freschezza

 

Abbinamenti
Piatti a base di pesce come tagliata tonno, cuscus di pesce

 

Rinazzo Syrah 2017 (foto 3)
Le uve syrah provengono da un vigneto di circa 30 anni che trasmette una curva di vita al vino più lunga rispetto agli impianti giovani. Dopo la raccolta le uve sono sottoposte a una lunga macerazione, quindi secondo l’annata, il vino ottenuto affina in barrique, oppure parte in barrique e parte in acciaio.

La produzione annua è di 23-24 mila bottiglie mentre il prezzo allo scaffale e di 11,50 euro.

 

Note gustative

 

Nel calice riflette colore rosso rubino brillante, con sfumatura viola che, spiega Demetrio Rizzo, è sinonimo di longevità, anche se il vino non è stato vinificato per un lunghissimo invecchiamento.

Possiede un corredo aromatico sfaccettato che comprende frutta rossa matura, ciliegia sotto spirito, melagrana, oltre a note speziate di pepe nero, di chiodi di garofano.
In bocca è pieno, caldo, avvolgente, fruttato con nuance di chiodi di garofano; il tannino non è aggressivo, si intesse all’alcol e non asciuga la bocca, ciò anche grazie al passaggio in barrique.

 

Abbinamenti
Pasta al ragù, ragù di tonno, triglie di scoglio in umido, carni rosse grigliate, carni bianche stufate, formaggi affinati.

 

Gazzerotta Nero d’Avola 2017 (foto 4)
Quando il Nero d’Avola divenne un vino di moda, ossia prima del 2000, non erano infrequenti etichette paciose, “marmellatose”, molto morbide, definite da alcuni “ruffiane”, di qualità spesso discutibile. Ciò non giovò all’immagine del vino perché alcuni consumatori, forse i più sprovveduti, si adattarono a quel gusto che non apparteneva al Nero d’Avola canonico, così da condizionare in parte il mercato. Oggi però il panorama è mutato e il profilo di questo vino è decisamente più alto, rispondente alle migliori espressioni del vitigno.
E’ il caso di Gazzerotta, che si identifica con l’esprit del Nero d’Avola nella sua espressione più identitaria.

Affinato in barrique, la produzione annua conta 26 mila bottiglie. Prezzo al pubblico 11,50 euro

 

Note gustative
Possiede colore brillante, curva di vita importante corroborata da colore violaceo che suggerisce longevità.

Al naso, rispetto al Syrah, c’è più frutta e meno spezie. Si distinguono frutta estiva matura come prugna, marasca, ricordi di violetta e anche note di cacao.

In bocca l’ingresso è più spinto del Syrah, il tannino è più ruvido, ma il vino è molto gradevole. Dopo l’impatto tannico, ritorna la morbidezza, la rotondità e una gradevolissima nota fresca.

 

Abbinamenti
Carni rosse in umido, selvaggina arrosto, spezzatino di pecora.

 

Nella foto 5 un momento della degustazione con Maria Chiara Bellina e Demetrio Rizzo.

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