20ott 2022
ORTO DI VENEZIA, IL VINO BIANCO DELL’ISOLA VENEZIANA DI SANT’ERASMO
Articolo di: Fabiano Guatteri

Sant’Erasmo è un’isola a spiccata vocazione agraria della laguna veneziana seconda per estensione solo Venezia. È da sempre isola di orti molti dei quali fornivano il capoluogo già ai tempi della Serenissima e tra i prodotti qui coltivati vanno segnalate le castraure, presidio Slow Food. Ma è anche zona vinicola se si considera che la tenuta Orto di Venezia di monsieur Michel Toulouze comprende ettari di vigneto. In realtà qui la vite era presente già nel Settecento e se si vuole alimentare il côté aneddotico, basti dire che Casanova annoverasse il vino di Sant’Erasmo tra i suoi preferiti.

 

Di fatto il terreno in cui Michel Toulouze ha messo a dimora il suo vigneto era abbandonato da almeno un secolo, ma l’analisi operata da Lydia e Claude Bourguignon, lei biologa, lui ingegnere agronomo, reputati studiosi del suolo, lo convinse a piantumare le sue barbatelle dando vita così a un vigneto di 4,5 ettari.

 

La preparazione del terreno, composto da argille, calcare e roccia dolomitica, è stata segnatamente virtuosa e si è protratta per 5 anni avvicendando colture di orzo, sorgo, avena, ravanello senza utilizzare l’aratro, né fertilizzanti o fitofarmaci di sorta. È stato inoltre ripristinato lo storico sistema di drenaggio a chiuse che raccoglie l’acqua piovana e la convoglia in laguna con la bassa marea. Le viti, a piede franco,  sono malvasia istriana predominate, quindi vermentino e infine quanto basta di fiano di Avellino per rafforzare la struttura del vino che mutua il nome aziendale.
Matura dieci mesi in acciaio e affina due anni in bottiglia. Una piccola produzione di magnum affina sul fondo marino.

 

 

Orto di Venezia 2018

 

Note gustative
Colore giallo paglierino intenso con riflessi verdi, quasi citrino.
Odorandolo sembra di cogliere il respiro del vigneto alimentato da brezze marine; si apre con sentori agrumati, ricordi di pompelmo, di cedro, cui si uniscono note di ananas, di papaya. Avvertiamo sentori floreali di fiori gialli come la ginestra, e una nuance di elicriso.
In bocca, piena corrispondenza con quanto percepito in fase olfattiva, piacevole morbidezza, avvolgenza, pienezza, senza rinunciare a una presenza acida che dà tensione al sorso e lo rinfresca. Si evidenziano persistenti note saline e richiami iodati. È un vino verticale, di suadente eleganza, gastronomico.

 

Abbinamenti
Da provare con plateau di frutti di mare che comprenda le uova di mare dette anche limoni di mare (violet in Francia), cappesante saltate in burro all’aglio, asparagi in sala olandese.

 

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