01gen 2021
DEGUSTAZIONE CON IL PRODUTTORE: EBB FRANCIACORTA 2015 MOSNEL
Articolo di: Fabiano Guatteri

Aggiornato 1 gennaio 2020

 

 

Abbiamo incontrato Giulio Barzanò, proprietario, con la sorella Lucia, dell’Azienda Mosnel, in un meeting su piattaforma Zoom organizzato dall’agenzia di comunicazione Thurner PR. Nell’incontro abbiamo degustato EBB Franciacorta 2015 Mosnel (foto 1).

 

I fratelli Lucia e Giulio Barzanò rappresentano la quinta generazione Mosnel. Nel 1836 l’Azienda passò da un parente alla famiglia di Emanuela Barzanò Barboglio, la madre degli attuali proprietari. All’epoca la produzione vinicola era l’attività principale dell’Azienda, anche se non la sola; la cantina è cinquecentesca e dimostra che si è sempre prodotto vino considerando anche che fu costruita non per uso personale, ma per produrre vini da commercializzare.

 

La Franciacorta, ora tra le zone spumantistiche italiane di più alto profilo, conobbe periodi bui e rinacque quando, nel dopoguerra, fu reintrodotta la vite, ossia la coltura più adatta, rispetto ad altre attività agricole, per dare impulso all’economia della zona. In quella fase Emanuela Barzanò Barboglio fu pioniera e quando nel 1967 fu istituita la doc l’Azienda entrò a farvi parte sino ad arrivare nel 1990, anno di nascita del Consorzio Volontario Franciacorta.

 

Il Consorzio, che comprendeva la totalità dei produttori locali, portò rapidamente al riconoscimento della Docg.

 

In quell’epoca Mosnel era l’unica realtà a produrre la Doc non solo con il Metodo Classico, ma anche con il Metodo Charmat. Ed Emanuela Barzanò Barboglio rinunciò allo Charmat perché la zona, con il termine Franciacorta, potesse accedere alla Docg come Metodo Classico. All’Azienda costò non poco perché il proprio Metodo Charmat era molto quotato, considerato tra i migliori in Italia ed era venduto in ragione di molte decine di migliaia di bottiglie soprattutto sulla piazza di Milano. Questa circostanza rappresentò per l’azienda l’inizio di un periodo problematico perché doveva reinventarsi la propria linea produttiva in quanto produceva più vini charmat che con il metodo allora definito champenoise, anche perché la Franciacorta non era ancora identificata come terra spumantistica.

 

Il fatto positivo e che la Cantina sapeva utilizzare il legno. Ciò perché per differenziare in modo evidente la produzione Classica da quella Charmat, considerato che il mercato all’epoca non era molto predisposto a capire le differenze tra i due metodi perché non c’era l’attenzione odierna, fu scelto di utilizzare il legno per le cuvée del Metodo Classico e per cui è da quasi 40 anni che l’Azienda fa uso di botti. Altro aspetto importante è che per i non millesimati sono sempre stati utilizzati vini di riserva, quindi vini di annate precedenti. Ciò ha portato a una produzione spumantistica definita dalla complessità data dal binomio legno - vini di riserva.

 

Complessità che ancora oggi è uno degli aspetti più qualificanti della produzione insieme all’impiego del pinot bianco, praticamente soppiantato dallo chardonnay, e ai lunghi affinamenti del vino. Questi fattori determinano un prodotto che nasce in una micro area dotata di una propria omogeneità di terroir con caratteristiche ben definite, potremmo dire identitarie.

 

I Mosnel sono vini particolarmente adatti a invecchiamenti lunghi sia sui lieviti nella fase di vinificazione, sia dopo la tappatura definitiva. Pertanto sono referenze che hanno tempi di affinamento differenti e conseguentemente è stata creata una cantina per stoccare più agevolmente le bottiglie nelle due fasi indicate.

 

L’azienda conta una quarantina di ettari condotti direttamente, tutti di proprietà e quasi tutti appartenenti alla famiglia da 800 anni. I vigneti sono di varie età, alcuni di trent’anni. I vitigni sono chardonnay, pinot nero, pinot bianco; quest’ultimo rappresenta il 20% del vigneto e colloca l’azienda tra le poche realtà franciacortine che ne dispongono in modo rilevante. Da molti anni la fermentazione primaria di tutti i Franciacorta aziendali avviene, totalmente o parzialmente, in barrique vecchie.

 

EBB Franciacorta 2015 Mosnel
EBB è l’unico Extra Brut della collezione Mosnel in quanto essendo molto secco sono aggiunti 1-2 g di zucchero per litro in base all’annata; dopo la tappatura affina un anno. La denominazione del vino riprende le iniziali di Emanuela Barzanò Barboglio: “Nostra mamma era già malata” spiega Giulio Barzanò “e quando io e Lucia le abbiamo detto che volevamo dedicarle questo vino, ci rispose lasciatemi in pace almeno quando non ci sarò più e quindi abbiamo trovato l’escamotage di chiamarlo con le sue iniziali anziché con il nome per esteso. Lo amiamo particolarmente” aggiunge Giulio Barzanò“perché rappresenta la nostra maturità. Riteniamo che sia un vino importante, interessante, che invecchia con sfumature eccezionali e secondo noi ben rappresenta le potenzialità della nostra micro area. Rientra, nel concetto di terroir francese, rappresenta il nostro sapere partendo da basi climatiche, dalla predisposizione delle uve che nascono in questi luoghi. Dai vigneti più vecchi, nascono i vini più completi perché la vite ha bisogno di maturità per dare origine a vini molto importanti. EBB è giocato molto sulla sapidità e la sapidità meglio si evidenzia se le piante sono vecchie. E’ evidente negli Champagne con le vielle vignes che originano vini ricchi di sfumature, di poliedriticità.”

 

EBB una volta in bottiglia rimane circa 36 mesi per la presa di spuma. Abbiamo degustato 2 etichette degorgiate una nel gennaio e l’altra nel marzo del 2019.

 

Note di degustazione

 

Nel calice, bollicine minute, spuma cremosa sia visiva sia tattile.

 

Al naso sentori agrumati, fiori bianchi, sambuco, nuance di ananas, di frutta tropicale; permanendo nel nel calice si liberano note di zenzero, pasta di nocciola e, come spiega Giulio Barzanò, sfumature che ricordano la complessità dei vini rossi o dei grandi bianchi, complessità che adesso il consumatore ha cominciato a conoscere, mentre un tempo si tendeva a prodotti se vogliamo monotono.

 

In bocca entra molto secco, con rotondità data dalla mineralità. La sapidità è ben espressa così come l’acidità: è un vino strutturato, elegante, verticale, equilibrato; mantiene fresco il palato e allunga il sorso. E’ un vino capace di migliorare nel tempo grazie all’attitudine all’invecchiamento. Fra due e tre anni può rivelarsi al meglio evidenziando la propria mineralità.

 

Abbinamenti

 

E’ importante degustarlo alla giusta temperatura da 8 a 12 °C per non chiuderlo.

Si abbina a: spaghetti alle vongole, carni bianche , pesce, crostacei, crudité, fritti, salumi, gnocco fritto; grazie alla mineralità, alla sapidità e si abbina a risotto allo zafferano, a cotoletta milanese.

Nella foto 2 un momento della degustazione.

 

I Francicorta Mosnel

Mosnel produce 8 etichette di Franciacorta, tutte hanno una parte di base fermentata in legno; 4 etichette sono millesimate e altrettante non.

 

Queste ultime vengono prodotte con piccole differenze rispetto alle proporzioni delle uve impiegate ossia chardonnay, pinot bianco e pinot nero, sono caratterizzate dalla presenza di chardonnay e rientrano tutte nella tipologia molto secca.
Per due il dosaggio è zero una si chiama Brut Nature ed è l’unico Franciacorta che rivendica l’origine biologica nonostante che tutta la produzione lo sia. Ciò perché è nato quando la conduzione era già bio.
Il Pas Dosé ha 30 mesi di affinamento sui lieviti pur essendo un vino base.
Il Rosé è più morbido con una presenza di zucchero di 5-6 g litro, un residuo quindi moto basso. infine il Brut è il Franciacorta storico prodotto dal 1979.

 

I millesimati Saten sono numericamente i più rilevante; sono prodotti con chardonnay con il 40% fermentato in legno e una permanenza sui lieviti di 36 mesi.

Ebb nasce dai vigneti più vecchi, 100% chardonnay e %100 di fermentazione in barrique, è il fratello maggiore del Saten, e utilizza barrique di circa 15 anni.

Vanno inoltre ricordati il Pasrosé, Francicorta rosé di grande eleganza, tra i migliori rosati della produzione  nazionale, da pinot nero e chardonnay e poi il  Riserva che però non è prodotto tutti gli anni.

 

Del Riserva abbiamo vuto modo di definirlo un “superfranciacorta” anche per la decisamente lunga permanenza sui lieviti. Nasce da uve chardonnay (60%), pinot bianco (20%) e pinot nero (20%), con fermentazione in parte in acciaio e in parte in legno. Imbottigliato a marzo affina sur lie per 102 mesi prima del remuage, e altri 6 mesi dopo la sboccatura. Nel calice possiede colore giallo paglierino che vira al dorato con bollicine finissime e continue. Nel profumo si colgono sentori netti di frutta con sensazioni di mela golden, di mandorla fresca, di zenzero. Il gusto rivela grande struttura, ampiezza aromatica, ricordi di pasta di nocciola, freschezza, sapidità e un grande potenziale di invecchiamento.

 

Per produrre Pasrosé, da uve pinot nero e chardonnay.  Il pinot nero è sottoposto a breve macerazione. La fermentazione dei mosti ha luogo in barrique dove il vino affina per 6 mesi, cui segue la rifermentazione in bottiglia sui lieviti di circa 36 mesi.
Degustando il Pasrosé si colgono il colore color oro rosa con riflessi ramati e fitte quanto fini bollicine. Al naso si percepiscono ricordi di ribes, lampone, mirtillo, sentori agrumati e note floreale, presenza di fiori essiccati.
In bocca è decisamente secco, verticale con sfumature che ricordano la freschezza della clementina, la suadenza della melagrana oltre a una nota speziata e a un’insistenza sapida. E’ inoltre definito da grande equilibrio e notevole persistenza.

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Indirizzo : Contrada Barboglio 14 - Ingresso da Via G.C. Abba 38 Camignone
Telefono : +39.030.65.31.17
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