23feb 2024
Olio Officina 2024: sapori: saperi, suoni
Articolo di: Fabiano Guatteri

Olio Officina Festival, la tre giorni dedicata agli oli e ai condimenti, torna a Milano con la 13ª edizione, alla Fabbrica del Vapore. Il tema portante sarà: L'olio musicale.

 

L’evento avrà quindi una valenza musicale, musica consolatrice in risposta a un periodo critico sottolineato anche da un calo produttivo degli olivi che ha comportato un aumento dei prezzi e una diminuzione dei consumi di olio d’oliva.

 

La sera di giovedì 29 febbraio sarà ricco di cultura con musiche eseguite dal vivo e avrà luogo la performance “Battesimo dell’arte.

 

 

Oof – Olio musicale
E in merito all’olio musicale venerdì primo marzo sarà sicuramente un momento imperdibile in quanto si potrà ascoltare, sintetizzando il suono degli olivi attraverso un’applicazione di elettrodi, la musica di un violino e di un violoncello che trasforma la melodia originale degli olivi in note musicali nel brano dal titolo "Celebre liquido sonoro".

Olioofficina 2024 si prospetta ricco di appuntamenti. Luigi Caricato (foto 1 e 2) ideatore e direttore di Olioofficina, ha anticipato in una conferenza stampa (foto 3 e 4), insieme ad alcuni ospiti, come si svolgerà il festival.

 

Oof - Saggi Assaggi
Venerdì 1 e sabato 2 marzo dalle 10 alle 18, appuntamenti - gratuiti, ma con prenotazione - con i "Saggi Assaggi", le degustazioni guidate alla scoperta delle caratteristiche delle diverse cultivar di olivo (i cosiddetti olivigni) e degli insoliti abbinamenti per meglio esaltare le varie preparazioni. Accanto ai tanti oli italici in degustazione, vi sarà una rassegna di oli internazionali per dare la possibilità a un vasto pubblico di appassionati oleofili di avvicinarsi anche a oli prodotti in altre parti del mondo: Spagna, Grecia, Tunisia, Marocco, Portogallo, Turchia, California, Argentina, Cile, Brasile, Slovenia e Giordania.
Ampio spazio sarà data anche alla degustazione comparata di olive da tavola ottenute con i vari sistemi di produzione: dalle olive fermentate, assaggiando le rispettive olive deamarizzate, a quelle ottenute con sistema al naturale (varietà Taggiasca, Leccino e Coquillo), per passare alle olive alla Sivigliana (un paio di cultivar), alla Californiana, e alle olive ossidate Cacereña.

 

Si svolgerà inolte la cerimonia di timbratura, annulli filatelici di Poste Italiane dedicati a Olio Officina Festival 2024.
Due bozzetti per due annulli filatelici, il primo dedicato al tema “Olio musicale”, il secondo a “L’assaggio delle olive da tavola” (foto 2).
Alla presentazione è intervenuta Simonetta Vercellotti, direttrice di Filiale Milano1 Città di Poste Italiane. Nel suo intervento ha ricordato che è il decimo anno del connubio tra Poste Italiane e Olioofficina Festival.

 

Olio musicale” è rappresentato da un annullo filatelico che rappresenta la chiave di violino e due onde musicali che sembrano riprodurre il fiume dell’olio che esprime musicalità. Il giorno successivo vi sarà il secondo annullo che racconta “L’assaggio delle olive da tavola” e il bozzetto rappresenta la mano che con lo stecco va a cogliere l’oliva che poi, intuiamo soltanto, verrà assaggiata. Entrambi gli annulli saranno depositati successivamente nell’Ufficio Postale del Palazzo della Regione di via Algarotti per 90 giorni e poi entreranno a far parte nel Museo Postale che è nazionale.


Oof - personalità del nostro tempo
Come ogni anno, saranno consegnati i Premi Olio Officina – Cultura dell’Olio 2024. A personaggi che si sono distinti nella promozione dell’olio negli ambiti più disparati.


Oof – Cultura
Saranno presentati libri presentati dai rispettivi autori, non necessariemnte incentrati sull’olio.


Oof - Mercati
Non mancheranno dibattiti di approfondimenti. Di fronte alla già accennata riduzione della produzione di olio e alla contrazione dei consumi,
il comparto oleario deve diventare una vera e propria attività economica redditizia, in modo che remuneri come è giusto il lavoro dei produttori, sostenendo così il valore stesso del prodotto, senza che venga indebitamente svilito. Con il 2024 è arrivato il momento che si passi da una olivicoltura marginale a una olivicoltura in chiave attuale, che consenta un cambio di passo anche sul piano agronomico, a fronte dei cambiamenti climatici in corso, permettendo così all'olio italiano - di altissima qualità - di poter competere con gli altri Paesi produttori nel mondo senza che si incorra nel fenomeno sempre più diffuso ed esteso dell’abbandono degli oliveti.

 

È giunto il tempo di puntare sulla forza trainante dei territori, attraverso la certificazione degli oli prodotti a marchio Dop e Igp. Da qui una riflessione su quanto valgono sul mercato le attestazioni di origine protetta. A parlarne sarà Laura Turri, già presidente del Consorzio di Tutela dell'olio Garda Dop, che in occasione della conferenza stampa di presentazione ha dato un suo contributo. La sua azienda Olio Turri  vanta una collezione di diverse cultivar di ulivo, così che nell’accoglienza dei turisti può sottolineare la differenza fra le varie piante; inoltre ospita un museo dell’olio. Laura Turri sostiene che all’olio extravergine d’oliva vada attribuito “nome e cognome”. Del resto ci viene da pensare come ciò accada con il vino che innanzitutto viene nominato non in modo generico, ma specificandone la denominazione, per esempio Franciacorta, cui fa subito seguito il nome del vino e del produttore. Ciò sarebbe auspicabile che avvenisse anche per gli oli evo. “In Italia abbiamo tanto olio” ricorda Luigi Caricato, “ma il consumatore non premia le Dop e le IGP”.  Laura Turri ne ha fatto un punto di forza dell’azienda insistendo sempre sull’impegno di certificare il prodotto. Turri spiega che chi produce olio pensa solo a venderlo, e non a divulgarne la cultura. A dimostrazione di ciò ricorda che la sua è stata la prima azienda italiana a partecipare al corso del COI (Consiglio Oleico Internazionale) tenutosi a Creta per imparare ad assaggiare l’olio.

 

Nella sua azienda è stata realizzata una sala panel, ossia una sala di assaggio e chi produce l’olio dovrebbe averla, potremmo aggiungere, come avviene per i vini. Pertanto ha promosso la cultura dell’olio con assaggi e anche  corsi d’assaggio. Chi ritiene che l’olio del Lago  Garda sia troppo sbaglia, perché è poco quello Dop. Dop e Igp erano strumenti importantissimi per produttori di qualità. La Comunità Europea nella prima stesura sul regolamento comunitario in merito alle Dop sottolinea sostanzialmente che in Europa ci sono produzioni di nicchia dove è più difficile, più costoso produrre rispetto ad altre zone, e pertanto vanno protette e quindi occorre proteggere i produttori, il territorio e i consumatori che devono essere sicuri della bontà del prodotto che acquistano. Fanno parte del Consorzio tutte le province che hanno produttori nell’area Dop di produzione. La Comunità Europea ha sempre divulgato quale debba essere il percorso da intraprendere da parte dei produttori, ossia l’unione per essere riconosciuti, al di là dei campanilismi. Le zone delle varie province nel momento in cui si sono riunite per costituire l’attuale Consorzio hanno visto passare da 30 a 500 il numero dei soci produttori Dop. E a conclusione, Laura Turri ribadisce: “ci sono oli extravergine d’oliva con nome e cognome, che hanno una vera carta d’identità certificata all’esterno. Se si vuole valorizzare la produzione italiana di olio smettiamo di chiamarlo olio extravergine, ma menzioniamolo con nome e cognome”.

 

Oof - Scenari futuri
Le nuove frontiere si estendono a temi interessanti. Per esempio, sabato 2 marzo alle 11, Stefania Del Pascale - astroagronoma, professoressa ordinaria di Orticoltura e floricoltura all’Università Federico II di Napoli - inteerverrà in merito all’agricoltura spaziale nel tentativo, non così peregrino, di coltivare piante oltre il pianeta Terra: la scienza infatti offre oggi la concreta possibilità di creare un ecosistema artificiale per produrre cibo in luoghi ritenuti estremi.


Oof - Oleoturismo
Il futuro non può prescindere dalla buona tenuta del territorio. Ed ecco l’olivicoltura quale presidio del paesaggio e delle comunità rurali, con un incontro a più voci a cura del movimento culturale TreeDream. Senza un paesaggio che sia bello e nel contempo funzionale, non si può garantire né prospettare un futuro. Ecco allora che l’impegno di costruire intorno al comparto oleario un'offerta turistica che diventi elemento attrattore, oltre che potenziale fonte di reddito per gli olivicoltori, è un bel proposito.

 

Oof - Design
Premiazioni dei Contest “Forme dell’Olio”, “Forme dell’Aceto” e "Forme Design - Designer dell’anno”.
In mostra negli spazi dell'Area Ex Cisterne della Fabbrica del Vapore le bottiglie e le confezioni premiate per il design, a testimonianza di quanto il "contenitore" debba essere coerente con il "contenuto".

 

Oof - Gastronomia
La cultura del buon cibo si nutre anche di contenuti culturali. Rosalia Cavalieri, filosofa e teorica dei linguaggi, affronterà il tema del forte nesso che lega musica e cibo. Che ruolo ha d’altra parte la musica nell’esperienza gastronomica, sia nel corso delle preparazioni, sia durante il consumo? Un numero crescente di studi scientifici sembra ormai acclarare quanto il suono dei cibi sia determinante nell’esperienza del mangiare.
Un altro approfondimento in materia di rappresentazione del cibo, ci sarà con l’architetto Alessia Cipolla, la quale ci svela l’intreccio di storie e memorie che emerge attraverso la lettura critica dei menu, souvenir cartacei da portare con sé, emblemi di una cultura della condivisione.

 

Oof - Mostre
Coltura e cultura, un binomio imprescindibile di Olio Officina Festival. Partner storici della manifestazione, gli artisti di Arte da mangiare mangiare Arte espongono "Contenitori d’olio musicale": non si tratta di recipienti qualsiasi, ma di vere e proprie opere d’arte realizzate sull’ispirazione delle tracce sonore emesse dagli alberi d’ulivo a partire dal progetto di Alberto Fachechi. Nel corso della mostra si terrà inoltre la performance “Portatrici e portatori d’olio” rielaborazione della performance in cammino “Portatrici d’acqua”, con la direzione artistica dell’architetto Maddalena Ferraresi.

 

La musica, in questo caso la lirica, protagonista anche della mostra “La(T)Lirica”, ovvero, la lirica raccontata dalle lattine storiche d’olio d’oliva della Collezione Guatelli e le lattine “liriche” raccontate da altre forme artistiche. Spesso i personaggi dell’opera italiana venivano rappresentati ed evocati sulle lattine d’olio. Attraverso le emozioni suscitate da musica e palato, gli italiani d’oltreoceano potevano così rievocare sapori e melodie della lontana terra madre.

 

Infine, ci sono pure i muretti a secco, rappresentati nelle tele di Enzo Morelli: le pietre, infatti, parlano con il loro silenzio e raccontano storie che risalgono alla notte dei tempi. E poi, le invenzioni stilistiche di Davide Montagna, con una installazione gardening & landscaping collocata nello spazio attiguo denominato “Oliveto”, sempre nell’area “Ex Cisterne”, ma con un ingresso laterale. Al centro della scena gli olivi dei vivai Buccelletti. Qui si respira ovunque l’aria della campagna, con la speciale installazione sensoriale-visivo-tattile-olfattiva denominata “Gli olivi dell’Eden”, a cura di Silvio Pella di Visioni olfattive e di Olio Officina: molteplici essenze si diffondono in tutta la loro immediatezza olfattiva appena entrati nella sala “Oliveto” dove, anche in questo caso, la musica costituisce la colonna sonora che accompagna, attraverso il suono degli olivi, la tredicesima edizione di Olio Officina Festival.


Il programma del festival cliccando qui

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Photo Credits

Photo 5 : S. Santagostino
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