03dic 2018
NEL PAESE DI VISTATERRA 1 | IL PROGETTO E L’ENOGASTRONOMIA
Articolo di: Fabiano Guatteri

La pianura lasciava il passo alle colline che movimentavano dolcemente il paesaggio. La pioggia cadeva insistente quasi a ricordarci che nonostante il sole dei giorni precedenti, eravamo in autunno inoltrato. A rammentarcelo erano anche i colori della vegetazione, dei vigneti, delle macchie boschive dove il verde si assopiva per arricchirsi di tonalità che dal giallo viravano al rosso. Così arrivammo al castello di San Martino (foto 1e 2). Rimasta fuori, la pioggia picchiettava sui vetri delle ampie finestre così che l’atmosfera degli interni appariva ancora più accogliente e ospitale.

Vistaterra

Eravamo nel cuore di Vistaterra, nome che sembra mutuato da una fiaba. Dove? Non nei pressi dell’Isola che non c’è, ma a Parella, nel Canavese, poco lontani da Torino, a meno di un’ora e mezzo da Milano. Vistaterra è una realtà che si estende su una superficie di 13 ettari in cui si uniscono in un unico insieme progetti già realizzati e in parte in divenire che comprende attività produttive, ospitalità alberghiera, ristorazione, enoteca, botteghe con eccellenze locali, serre per sperimentazione agricola, innovazione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari, ma anche dell’artigianato e del patrimonio storico-culturale e naturalistico del territorio, orti biologici, vivai voluti da Adriano Olivetti, una Spa, un biolago fitodepurato, un bambuseto, un vigneto che permette una piccola produzione di Erbalice DOCG e tutto in nome della sostenibilità e del rispetto.

Vistaterra vuole essere promotrice di un’economia di filiera della quale l’intera area ne trarrà giovamento; quando lavorerà a pieno ritmo, troveranno impiego 120 persone. Il castello è tante cose. E’ un albergo 5 stelle con stanze anche nelle adiacenti ex scuderie e in futuro in alcune case del borgo così che potrà definirsi albergo diffuso, formula molto felice di ospitalità che non offende l’ambiente con costruzioni nuove. 

 

La residenza

Il castello conta camere distinte tra deluxe e suite dotate di ogni comfort:aria condizionata regolabile, connessione Wi-Fi, TV a schermo piatto con digitale terrestre... dove l’eleganza dell’antica magione che comprende affreschi seicenteschi, armonizza con la tecnologia più avanzata. Ma sono i profumi che conquistano, propri di un ambiente ecologico, sano che sa di pulito, di cera api. Le stanze, tutte con pavimenti di mogano, sono luminose con servizi di grande comfort comprese le ampie cabine doccia. Le camere Deluxe misurano da 30 a 40 metri quadri mentre le Suite superano gli 80 metri quadri e la suite Castle (Foto 3) misura 140 metri quadrati. 

 

La proposta enogastronomica

La nostra attenzione va alla cucina. La sera sono apparecchiati i tavoli del ristorante Alessio I, definito da una cucina contemporanea basata su ingredienti di filiera certificata; pertanto considerato che la cucina valorizza i prodotti del territorio è soprattutto stagionale. Ai fornelli lo chef Massimo Masciaga, dalla mano leggere e sicura, che vanta una carriera di tutto rispetto: ha lavorato, tra gli altri con Alain Ducasse ed è stato nominato Executive Chef da Gualtiero Marchesi del suo ristorante L’Albereta di Erbusco

 

La cucina è a vista completamente chiusa tra pareti di vetro (foto 4). Alessio I dispone di due sale, ma va aggiunto che si possono allestire banchetti in numerosi saloni, tutti di grande eleganza e affrescati. 

 

Caffè alla lettera

Il Caffè alla Lettera  (foto 5), oltre a essere il luogo dove poter gustare caffè dei presidi Slow Food tostati a legna, è sala di lettura e ristorante all’ora di pranzo. E’ un ambiente ospitale in cui leggere un libro o un giornale sorseggiando un tè o un caffè sbocconcellando una fetta di torta, per poi trattenersi a pranzo o, la sera godersi un aperitivo con un cocktail ben miscelato. Da aggiungere che in stagione il locale dispone di un delizioso dehors. Anche qui si può gustare la cucina Massimo Masciaga ma con piatti, rispetto a quelli del ristorante Alessio, più prêt-à-porter. Gli appetizer dell’aperitivo ( foto 6 ) evidenziavano la semplicità capace di valorizzare i prodotti locali. I piatti successivi erano lineari, dove la freschezza giocava un ruolo irrinunciabile.

 

Una portata con i sapori dell’autunno: Crema di zucca e mandorle (foto 7), con la dolcezza avvolgente della morbida zucca che trovava nella consistenza e nelle note vagamente amaricanti delle mandorle validi contrappunti, ossia toni a contrasto utili per equilibrare il piatto.

 

Nel Raviolo aperto con carciofo brasato e quenelle di luccio ( foto 8 ) , piato armonico e complesso, il carciofo forniva alla preparazione una nota vegetale che comunicava vivacità e suggeriva freschezza. Non vogliamo dilungarci oltre sul menu, se non per ricordare un’ acqua aromatizzata che esaltava il timo servita come raffinato intermezzo (video 9) avvertita come una piacevole nota balsamica, calda e rassicurante. 

 

Enoteca alle volte

Va ancora detto dell’Enoteca alle Volte (video 10). E’ una tappa imperdibile; basti dire che si trova nelle cantine del castello e che custodisce circa 350 etichette. I vini si possono acquistare, degustare anche in abbinamento: sono organizzate degustazioni guidate. Una lunga tavola percorre in parte della cantina ed è un invito alla convivialità. Con i vini è proposto un menù che parte dalla tradizione così da permettere di gustare la pienezza dei sapori del Canavese. 

 

Ma Vistaterra è altro ancora e ve lo racconteremo nel prossimo articolo. 

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

Indirizzo : via Carandini, 40 Parella
Telefono : 0125.19 371
Articoli Simili
I più letti del mese
OAD E LA CLASSIFICA 2021 DEI 150 MIGLIORI RISTORANTI EUROPEI
Opinionated About Dining (OAD), la piattaforma globale di recensioni di ristoranti diSteve Plotnicki che celebra il meglio del talento culinario mondiale, ha annunciato lasua attesa classifica dei migliori ristoranti eur... Leggi di più
BIANCO SICILIA DOC 1934 CVA CANICATTÌ
Abbiamo degustato Bianco Sicilia doc 1934, bianco della CVA Canicattì, vino di cui non è la prima volta che parliamo in quanto l’abbiamo selezionato come bianco adatto anche ad accompagnare anche piatti di carne co... Leggi di più
LA CRESCITA DELL’EXPORT VINICOLO ITALIANO E VERAISON GROUP SPA
In francese veraison indica la fase in cui il grappolo giunge a maturazione cambiando la sua pigmentazione, che per noi è l’invaiatura. In italiano, adesso, veraison potrebbe rappresentare la volontà di crescere su... Leggi di più
LA STRADA DEL TARTUFO PASSA PER APPENNINO FOOD
Dire che l’autunno è tempo di tartufi è riduttivo considerato che ce ne sono in ogni stagione, ma non è informazione sorprendente. Affermare invece che a decretare il pregio dei tartufi non sia la terra di provenie... Leggi di più
GELATI NON SOLO D’ESTATE
Si è soliti ritenere che l’estate sia la stagione dei gelati, ed è un’affermazione ovvia perché il caldo richiama alimenti e bevande freschi, ma anche inesatta perché il gelato non ha stagioni. Ci viene da pe... Leggi di più
I 12 VINI ITALIANI E FRANCESI DA NON PERDERE SULLA TAVOLA DELLE FESTE
Natale è passato ma le feste non sono ancora finite, c’è ancora spazio per cene e brindisi. La notte del 31 Dicembre è alle porte e con lei la sontuosa cena che accompagna il passaggio al nuovo anno, seguiranno il ... Leggi di più
CHE STOFFA DI CHAMPAGNE | ABBINAMENTO “TATTILE”
Lo Champagne, si può degustare senza accompagnamenti, ma le occasioni di abbinarlo al cibo non mancano: l’accostamento viene effettuato in base alle caratteristiche dello Champagne, in base cioè alle percezioni olf... Leggi di più
IL MAGICO PAESE DI NATALE PROMUOVE TERRITORIO, ENOGASTRONOMIA E TURISMO
Quella di Babbo Natale è una favola alla quale credono o sono affezionate oramai decine di generazioni di grandi e di bambini, ma nessuno probabilmente ci ha mai creduto così tanto come Pier Paolo Guelfo, imprenditore di... Leggi di più
SHAMBALA UN GIARDINO INCANTATO ASIAN STYLE CON CUCINA FUSION
Shambala  riapre per la bella stagione il suo giardino, per cene in tutta sicurezza e per un doppio appuntamento con il brunch, il sabato e la domenica. Shambala, la locanda asiatica dai grandi alberi, presente da più di... Leggi di più
Il Dolce di Natale, leggero e salutare, firmato da Carlo Cracco
Buono e salutare rappresentano un binomio che talvolta, con un certo senso di rassegnazione, consideriamo alla steregua di un ossimoro. Anche perché i cibi veramente golosi, a torto o a ragione, riteniamo che facciano ma... Leggi di più
We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of this site have already been set.