15mar 2024
Le Crocine, rossi toscani nati per passione
Articolo di: Fabiano Guatteri

Niccolò Marzichi Lenzi (foto 1), proprietario dell’azienda vinicola Le Crocine, ha presentato due etichette della cantina, Le Crocine e Eva Cuvée (foto 2) in un incontro digitale (foto 3) organizzato dall’agenzia di comunicazione Vino à la carte moderato dalla giornalista Francesca Negri.

 

Ma prima di entrare nel merito dei vini, la genesi.

 

L’azienda, si trova in Toscana, tra Bolgheri e Bibbona in provincia di Livorno. fondata nel 2012, anno della prima vinificazione, da Niccolò Marzichi Lenzi, già allora amministratore delegato di Tenuta di Biserno, con la moglie Joy Green.

 

Tutto parte dall’idea di produrre un proprio vino, e la volontà sicuramente c’è, così che le prime vinificazioni hanno luogo sotto la tettoia del garage di casa con diraspatrice e due tini. E l’entusiasmo permette di affrontare con lo spirito adatto tutte le incognite cui si va incontro quando si è privi di tecnologia e di esperienza. Ma l’ attenzione è viva “perché l’attenzione anche al minimo dettaglio”, spiega Niccolò Marzichi Lenzi, “porta a un risultato”. E già nel 2012 c’è chiarezza circa le varietà di uve da vinificare, ossia merlot, cabernet franc e cabernet sauvignon. Il primo vino ottenuto, però, non ha ancora una destinazione predefinita, al contrario di ciò che avviene nella maggior parte delle aziende vinicole che si avvale di business plain. Ma grazie alla bontà del vino ottenuto, e alla richiesta di acquisto da parte di una cliente “abbiamo proseguito, aumentando di volta in volta la produzione sino al 2016 quando abbiamo deciso di dare al vino una vera casa” così da arrivare alle 20 mila bottiglie attuali.

 

Le uve sono acquistate da viticoltori selezionati che Niccolò Marzichi Lenzi conosce. Ed è una fortuna essere a Bolgheri perché la zona conta tantissimi produttori di vino sia nella Doc Bolgheri, sia al di fuori ed essendo zone molto vocate, che esprimono una forte territorialità (da non confondere con  terroir come spieghiamo qui ), è stato relativamente facile acquisire uve di elevato standard qualitativo.

 

Compriamo uva riconoscendo a chi la coltiva il giusto prezzo, superiore a quello di mercato a fronte di un impegno” in quanto sono fissati i carichi massimi di uva per pianta e le pratiche consone al tipo di destinazione.

 

 


La degustazione

 

I vini in degustazione sono entrambi del 2022, i quali, come piega Niccolò Marzichi Lenzi, riflettono molto bene l’annata che è stata “nelle nostre zone non classica come la 2021 o altre più solari”, ma si è rivelata ottima con piogge che hanno favorito lo stile Le Crocine, definito da note fresche, vibranti e mai stucchevoli.

 

Le Crocine Toscana Rosso IGT (foto 4) è il vino storico, il primo a essere stato prodotto. In linea di massima l’uvaggio comprende 70% caberne franc, 20 % merlot, 10% cabernet sauvignon, con il merlot talvolta maggiormente presente.

Non svolgendo grosse estrazioni le uve sono vendemmiate con un lieve anticipo basandosi su analisi di acidità totale e di ph. Dopo la selezione dei grappoli, gli acini diraspati vengono posti per gravità in piccole vasche di acciaio, in modo che i frutti rimangano integri. Fatta una veloce criomacerazione prefermentativa, la massa successivamente fermenta e macera per breve tempo in vasca d’acciaio a temperatura controllata, evitando eccessive estrazioni. Al termine della fermentazione malolattica, il vino è elevato per circa 8 mesi in barrique.

 

Note gustative
Nel calice riflette colore rubino.
Al naso si rivela fruttato, con ricordi di mirtilli, di ribes, cui si uniscono sentori balsamici con sensazioni di macchia mediterranea e fine speziatura.

In bocca il sorso è teso, con tannini presenti, ma educati, ben integrati all’acidità e all’alcolicità.

 

Abbinamenti
Triglie in guazzetto

 

 

Cuvée Eva Toscana IGT (foto 5) è prodotto unicamente nelle annate più felici. Nato nel 2016, è stato successivamente vinificato nel 2018, 2020 e ora, in degustazione un campione di botte annata 2022. Nasce quasi per caso: durante la cuvée di Le Crocineal momento del taglio”, racconta Niccolò Marzichi Lenzi, “abbiamo trovato un Cabernet franc particolare in quanto molto strutturato, con una speziatura unica e con la freschezza che a noi interessa  nei vini, e così è nata l’etichetta che riflette molto il varietale, ed è equilibrata”, etichetta dedicata a Eva, attrice, sorella gemella di Joy Green.
Segue lo stesso stile di vinificazione di Le Crocine, che è quello della Maison, con diraspatura delle uve cabernet, macerazione prefermentativa, breve macerazione - fermentazione, malolattica, quindi il vino è elevato per 8 mesi in barrique delle quali 30% di legno nuovo.

 

Note gustative
Colore rosso rubino.
Al naso l’impatto è fruttato, con ricordi di piccoli frutti quali lampone, fragola di bosco oltre a note lievemente erbacee e boisé, e ben delineata speziatura.
In bocca rivela salda struttura, e complessità, ma grazie alla spalla acida che bene equilibra un tannino presente, ma non verde, unisce eleganza e piacevole beva. Nonostante sia un campione di botte, esprime già una suadente armonia e notevole carattere.

 

Abbinamenti
Tagliolini al sugo di lepre, ma anche nulla.

 

 

Vorremmo ricordare che l’azienda produce 57022 Bolgheri DOC (foto 6) da uve cabernet sauvignon, che rappresentano circa l’80 % dell’uvaggio, completate da merlot, provenienti da vigneti prevalentemente rivolti verso il mare che beneficiano di maggiori escursioni termiche nei mesi estivi. I grappoli vendemmiati sono diraspati e raccolti, per caduta dal nastro trasportatore, in piccoli vasi vinari d’acciaio. Qui svolgono una breve macerazione prefermentativa a freddo, quindi si innesca spontaneamente la fermentazione alcolica e successivamente quella malolattica. I vini sono assemblati ed elevati in barrique per 18 mesi.

 

 

57022 ha un impatto olfattivo fruttato con ricordi di ciliegia, di frutti di bosco e nuance vanigliate.  In bocca è complesso e fresco, con tannini presenti, ma bene integrati che rendono più intrigante il sorso.

 

 

Da provare con boeuf bourguignon.

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