19feb 2024
Federica Boffa presenta le sue eccellenze di Barolo e Barbaresco

Incontriamo Federica Boffa, 5° generazione della cantina Pio Cesare nata nel 1881, la cui sede è tutt’ora nello stesso storico palazzo nel centro della città di Alba.

 

Una realtà che conta attualmente 75 ettari di proprietà. Dal 2021 dopo la tragica e inaspettata morte di Pio Boffa, Federica ha preso il timone dell’azienda di famiglia, capace di cavalcare la tradizione di famiglia, guardando al futuro. Nell’occasione ci ha presentato il suo Barolo Pio e il Barbaresco Il Bricco, entrambi del 2019, oltre al Barolo Mosconi dello stesso millesimo.

 

Ci ha anche consentito di andare più in profondità con tre magnum di annate pregresse: dal Barbaresco Pio 2015 al Barolo Pio 2012, al Barolo Ornato 2010, questi ultimi tre in formato magnum. La degustazione si è tenuta presso l’Enoluogo  di Milano, un contesto perfetto per approfondire la conoscenza di questo marchio mito delle Langhe.

 

Federica, con suo cugino Cesare Benvenuto Pio (foto 1) ha introdotto l’annata 2019, presentato i loro cru. Noi dopo qualche dettaglio sulla lavorazione in cantina, vi raccontiamo i sei vini assaggiati nell’occasione.

 

 

L’annata 2019 – racconta Cesare Benvenuto Pio, affianco a Federica nella gestione dell’azienda – mostra un carattere meravigliosamente tradizionale, con vini molto strutturati ma con una grande freschezza e aromaticità, un’acidità equilibrata e tannini marcati ma già morbidi. Vediamo un ottimo potenziale di invecchiamento ma allo stesso tempo una grande beva, tutte caratteristiche tipiche delle grandi annate”.


La vendemmia lenta e più tardiva ha esaltato le tipicità di ognuno dei nostri vigneti, lasciando trasparire le diverse sfumature che caratterizzano i nostri ‘multicru’, che sono vini completi e rappresentativi del loro paesaggio” spiega orgogliosamente Federica.

 

A fianco del Barolo Pio e Barbaresco Pio, la Pio Cesare ha prodotto nel 2019, in tiratura limitatissima, vini provenienti da singoli vigneti: il Barolo Ornato da Serralunga d’Alba, il Barolo Mosconi da Monforte d’Alba e il Barbaresco Il Bricco da Treiso.

 

Le analisi realizzate sui mosti in fermentazione hanno confermato un ottimo quadro polifenolico, importantissimo per assicurare struttura, carattere e longevità al Nebbiolo, un elevato accumulo di antociani, ed ecco perché il Barolo e Barbaresco 2019 presentano un colore particolarmente affascinante e acceso. Sembra una vendemmia d’altri tempi questa 2019, come quella che raccontavano i miei nonni: la maturità è stata raggiunta lentamente senza picchi termici troppo importanti e questo, per un vitigno come il Nebbiolo, caratterizzato da un ciclo vegetativo molto lungo è fondamentale”.

 

Conclude la produttrice “Le analisi realizzate sui mosti in fermentazione hanno confermato un ottimo quadro polifenolico, importantissimo per assicurare struttura, carattere e longevità al Nebbiolo, un elevato accumulo di antociani, ed ecco perché il Barolo e Barbaresco 2019 presentano un colore particolarmente affascinante ed acceso”.

 

Per meglio comprendere il valore di questi vini diamo qualche dettaglio sul percorso dei grappoli dalla vigna alla cantina. Le uve appena raccolte di Nebbiolo da Barolo e Barbaresco raggiungono la cantina ( foto 2) che si trova (unica!) nel centro storico della città di Alba. Qui con la massima delicatezza, i grappoli delle diverse parcelle vengono sapientemente assemblati, ancor prima della fermentazione, secondo la “ricetta” di famiglia e poi iniziano il loro percorso di vinificazione. Dopo lunghe macerazioni sulle bucce a temperature controllate, inizia il processo di affinamento in botte grande di rovere francese e dell’Est Europa e per un periodo limitato in barriques. Segue poi un lungo riposo in bottiglia.

 

Segue la degustazione di 6 etichette di Barolo e Barbaresco, di cui le ultime tre servite in magnum.

 

 

 

Barolo Pio DOCG 2019 (foto 3)

Ottenuto dall’accurata selezione di uve Nebbiolo provenienti da vigneti di proprietà in diverse posizioni da Serralunga d’Alba a Grinzane Cavour, da La Morra a Novello, a Monforte d’Alba matura in botti di rovere francese e di Slavonia per circa 30 mesi, in piccola parte in barriques.

 

Dopo un rubino luminoso sfodera un naso da frutta rossa matura a spezie tra cui la cannella, note tostate, poi sulla viola, sull’arancia sanguinella. All’assaggio ha struttura, concentrazione, eleganza, con tannini di buona setosità equilibrati da freschezza, con un tocco sapido, una buona persistenza con nel retrogusto spezie e un tocco di arancia sanguinella.

 

 

 

 

 

 

Barbaresco Il Bricco Docg 2019

Le uve Nebbiolo provengono dalla parte più alta dei vigneti della Cascina Il Bricco a Treiso. La maturazione avviene in botti di rovere francese e di Slavonia per circa 30 mesi, in piccola parte in barriques.

 

Prodotto in piccole quantità ogni anno esordisce con un rosso rubino leggermente più denso del precedente. I profumi appaiano più austeri passando dalla frutta rossa matura alle note floreali di viola, seguiti da spezie per chiudere con un tocco di arancia. Al palato ha struttura, tannini morbidi equilibrati da freschezza, persistenza con un retrogusto di frutta rossa e spezie.

 

 

 

 

Barolo Mosconi Docg 2019 (foto 4)

Le uve Nebbiolo provengono dalle viti più vecchie ai Mosconi, l’ultima acquisizione della famiglia a Monforte D’Alba (foto 5). Matura per circa 30 mesi in botti di rovere e una piccola parte in barriques per i primi 12 mesi.

 

Prodotto anche questo in piccole quantità ogni anno, esordisce con un rosso rubino più denso rispetto al Barolo Pio. Il naso passa da frutta rossa a spezie tra cui la cannella, sfuma su note floreali per chiudere poi sul balsamico. La bocca ha concentrazione, complessità, tannini morbidi equilibrati da freschezza, facendo percepire nettamente un’immediatezza, dal lungo finale con un retrogusto di frutta rossa matura, di spezie, con un tocco di balsamico.

 

 

 

 

Barbaresco Pio Docg 2015 (foto 6)

Qui il Nebbiolo, proveniente da Treiso e a San Rocco Seno D’Elvio, è stato servito in versione magnum. La maturazione è avvenuta in botti di rovere francese e di Slavonia per circa 30 mesi, in piccola parte in barriques.

 

Dopo un colore rubino con un’unghia aranciata, ha al naso note di caffè, di liquirizia, spezie orientali, sfuma poi sulla frutta rossa surmatura e a chiudere troviamo del balsamico. All’assaggio ha struttura, con tannini importanti ora setosi, equilibrati da freschezza, è intenso, elegante, molto persistente con nel retrogusto spezie e caffè.

 

 

 

Barolo Pio Docg 2012

Ottenuto dalla selezione da uve Nebbiolo provenienti da vigneti di proprietà situati a Serralunga d’Alba, a Grinzane Cavour, a La Morra e a Novello, matura in vinificazione in botti di rovere francese e di Slavonia per circa 30 mesi, in piccola parte in barriques.

 

Dopo un colore rubino leggermente più intenso, dall’unghia aranciata più presente, ha un naso che spazia da spezie evolute a un tocco di goudron, poi frutta rossa surmatura, agrumato con in particolare l’arancia, seguito da un tocco floreale, poi balsamico. Al palato ha struttura, tannini importanti ma non sovrastanti, equilibrati da freschezza, un accenno sapido, è elegante, fine, decisamente lungo con nel retro gusto sensazioni di spezie, balsamicità.

 

 

 

 

Barolo Ornato Docg 2010 (foto 7)

Ottenuto da uve Nebbiolo dei vigneti della Cascina Ornato di proprietà a Serralunga d'Alba, una delle zone storicamente più prestigiose dell’intero territorio del Barolo, matura in vinificazione in botti di rovere francese e di Slavonia per circa 30 mesi, in piccola parte in barriques.

 

Dopo un colore rubino più profondo, dall’unghia aranciata più presente, ha un naso che spazia da spezie sfaccettate ed evolute, seguite da fiori secchi, poi frutta surmatura che sfuma nel mentolato. In bocca ha struttura, concentrazione, tannini ancora importanti quasi mascolini, morbidi, equilibrati da freschezza, poi è sapido, elegante, ancora persistente, con nel retrogusto note tra lo speziato e il mentolato.

 

 

A conclusione della degustazione Federica, prima di salutarci afferma “Il nostro Barolo Pio, qui proposto con il 2019 e il 2012 in magnum, da sempre non lo consideriamo ‘base’, ma rappresenta da sempre, e come da tradizione, l’espressione più fedele dei vari grandi terroirs della zona del Barolo”.

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Photo Credits

Photo 1 : Photo @ Pio Cesare
Photo 2 : Photo @ Pio Cesare
Photo 3 : Photo @ Pio Cesare
Photo 4 : Photo @ Pio Cesare
Photo 5 : Photo @ Pio Cesare
Photo 6 : Photo @ Pio Cesare
Photo 7 : Photo @ Pio Cesare
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