20dic 2020
LO CHAMPAGNE E I PIATTI NATALIZI: SEI PROPOSTE DI ABBINAMENTO
Articolo di: CityLightsNews

Per quanto lo Champagne sia sempre più destagionalizzato, servito nel corso dell’intero anno, è nel periodo natalizio che si stappano più bottiglie. Sicuramente sono tante le occasioni in cui proporre Champagne per un brindisi. Ma lo Champagne si esprime al meglio anche accostato ai piatti di un pranzo o di una cena. In merito il Bureau du Champagne, considerato il particolare periodo dell’anno ha proposto sei abbinamenti con altrettanti piatti natalizi.
 
Cominciamo con il Panettone gastronomico portata pop che rende meno formale la sontuosità di un pranzo natalizio. E’ la versione salata del panettone tradizionale. Il lievitato è tagliato orizzontalmente a fette, ed è quindi farcito. Qui la fantasia e i gusti di ciascuno guidano in merito alla scelta degli ingredienti del ripieno. In genere sono saporiti, spesso grassi come i salumi, i gamberi in salsa, i formaggi, il salmone affumicato. Il panettone una volta farcito e ricomposto è quindi tagliato a spicchi in modo da formare tanti tramezzini con cui servirsi.
Lo Champagne di accompagnamento suggerito dal Bureau sarà corposo, ma al tempo stesso elegante, dotato di buon corredo aromatico come quelli che impiegano uve pinot nero per la struttura, chardonnay per l’eleganza e meunuier per l’aromaticità sceglietelo secco come l’Extra Brut o se preferite estremamente secco come il Dosage Zéro ossia il Nature.
 
I cappelletti in brodo da preparazione regionale sono, quantomeno a Natale, il primo piatto per definizione, adatti a onorare il pranzo più importante dell’anno dopo la cena della vigilia tradizionalmente “di magro” per cui di pesce. Il brodo è ovviamente di carne, preparato senza granulari di sorta e di carne è anche il ripieno: il piatto è completato da formaggio grattugiato scelto preferibilmente nella famiglia dei grana come il Parmigiano Reggiano. E’ quindi un piatto corposo, sapido, umami, che il Bureau suggerisce di abbinare a uno Champagne Blanc de Noirs ossia ottenuto esclusivamente da uve nere come il pinot nero e il meunier vinificate in bianco. Per cui un’a sua volta corposo, dotato di buona aromaticità, con ricordi fruttati. Sceglietelo Brut meglio se millesimato ma senza ricorrere ad annate troppo lontane.

 

Basta dire Lasagne alla bolognese per evocare giorni di festa. Le lasagne sono una sintesi della cucina emiliana in quanto troviamo la pasta all’uovo, quella tradizionalmente impastata e tirata a mano, e il ragù condimento per eccellenza dei primi piatti. Non roviniamo però questo perfetto binomio con impiego smodato della besciamella che appesantirebbe inutilmente la preparazione, mentre lasciamo spazio, ma senza esagerare, al formaggio grattugiato. Il passaggio in forno, oltre a esaltare i sapori, fornisce anche croccantezza alla portata.

Stappate con le lasagne uno Champagne Rosé Brut, complesso, ma al tempo stesso fresco grazie agli apporti di pinot noir e chardonnay, con uno spiccato profumo di piccoli frutti maturi cui si possono unire nuance di fiori bianchi.

 

Il capitone al forno è una portata della vigilia, più che di Natale, ma è in ogni caso un piatto delle festività.
Il capitone è la femmina dell’anguilla che rispetto al maschio ha dimensioni maggiori e carni più tenere e pregiate. È servito in carpione oppure in umido, fritto, al forno. In quest’ultimo caso, cuocendo si sgrassa così da risultare più leggero.

In ogni caso, avendo carni grasse, il capitone richiede uno Champagne dotato di buona acidità che, unita alla carbonica, rinfrescherà il gusto. Pertanto la scelta va orientata su un Blanc de Blancs millesimato, da preferire molto maturo, per cui complesso, di grande garbo.

 

Il cappone ripieno è il secondo sfarzoso del pranzo di Natale e la farcia lo rende ancora più importante. E’ un piatto indubbiamente saporito anche se di carne bianca, reso particolarmente gustoso dalla farcia che può comprendere fegatini, prosciutto, formaggio, uova, frutta essiccata, frutta secca e via elencando.

Lo Champagne giusto deve strutturato, capace di “ripulire” il gusto dai sapori forti dalla portata, per cui sarà un’etichetta con una presenza rilevante di pinot nero scegliendo referenze che includano in modo significativo vini di Riserva, quelli cioè invecchiati e che forniscono struttura allo Champagne non millesimato.


E con il panettone della tradizione, quello dolce per intenderci, con tanto di uvette e di canditi frutto di una lunga lievitazione lo Champagne da abbinare sia Demi-Sec, che potremmo definire amabile, senza cioè raggiungere il tenore zuccherino dei vini segnatamente dolci i quali potrebbero risultare stucchevoli.


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