19apr 2021
DEGUSTAZIONE CON IL PRODUTTORE ALLA CIECA DI ETNA ROSSO – NERELLO MASCALESE
Articolo di: Fabiano Guatteri

Il nerello mascalese è un vitigno siciliano che trova nella regione etnea la propria zona di elezione. L’area in cui trae le origini, ossia la piana di Mascali, si trova proprio sul versante orientale del vulcano. L’Etna è una zona viticola estrema dove secondo l’esposizione, l’altitudine, oltre ovviamente al suolo, lo stesso vitigno genera vini tra loro segnatamente diversi. La dimostrazione delle sfaccettature che i Nerello Mascalese etnei possono assumere si è concretata in un incontro stampa zoom organizzato dall’Agenzia di Comunicazone Fruitecom,  moderato e presentato da Filippo Bartolotta, wine educator e sommelier, insieme con Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di Tutela dei Vini Etna DOC. Focus dell’incontro la degustare alla cieca di sei campioni contrassegnati ciascuno da un numero progressivo, tutti dell’annata 2018, eccetto un 2017 (foto 1).

 

L’attenzione per i vini etnei è molto alta. Stanno godendo di un felice periodo di visibilità, apprezzati per il proprio stile immediato. Di fatto i vini vulcanici in genere stanno conoscendo un momento di grande interesse, ed è opinione diffusa che si assomiglino tutti perché le viti radicano in suoli simili composti da basalto, ceneri, pomice, che conferiscono al vino un carattere di mineralità, o meglio, di vulcanicità.

 

L’Etna (foto 2, 3 e 4) -3300 metri di altitudine con bocca vulcanica di 45 chilometri di diametro, il più grande vulcano in attività d’Europa - però, spiega Filippo Bartolotta nella sua interessante conduzione, si distingue per  peculiarità uniche.

 

Dal vulcano si vede l’Africa, dà sul mare, ma al tempo stesso il vigneto Doc raggiunge i 1000 metri di altitudine, mentre altre parcelle si arrampicano sino a 1300 metri s.l.m. A ciò si aggiunga che è un vulcano attivo, e ciò comporta, oltre alle caratteristiche pedologiche comuni, che le ceneri in caduta fertilizzino il terreno, arricchendolo di potassio, fosforo, manganese, ossia molteplici nutrienti che altrove non ci sono quantomeno non con questo rinnovo. Infine, è un territorio vivo, ci sono alcune zone dove il suolo si muove. La presenza del mare e l’altitudine, portano a escursioni termiche giornaliere, anche di 30 °C e ciò a tutto beneficio delle uve che si arricchiscono di zuccheri e di aromi.

 

Le viti
Le viti sono allevate soprattutto ad alberello per molteplici motivi. Le piante basse resistono meglio ai venti forti presenti in tutti i versanti; la pianta è esposta al sole a 360 °C, ed essendo i grappoli vicini alle sabbie nere maturano più facilmente grazie al calore accumulato dal suolo e in mancanza d’acqua l’alberello riesce a prendere parte dell’umidità sempre per la vicinanza del suolo.

 

I vigneti
Il vigneto etneo è terrazzato per il 70%. La particolare composizione del terreno caratterizzato dalla presenza di sabbie vulcaniche da un lato e dall’altitudine dall’altro, hanno fatto sì che sull’Etna ci sia un vigneto tra i più vecchi d’Europa con viti di 60-70 ma anche di 120 anni. Non mancano viti con piede franco pre-filossera (foto 5), e non si tratta di qualche pianta sporadica, ma di interi vigneti che superano l’ettaro di estensione.

 

I palmenti
Le costruzioni che si incontrano, i palmenti, vale a dire le cantine di vinificazione, furono edificate dopo il terremoto ed eruzione del 1663, per cui molte sono in stile barocco. Furono costruite in modo da sfruttare il principio della gravità così da raccogliere il mosto delle uve pigiate nel locale sottostante per caduta


Le contrade
Una contrada nasce alla fine del decadimento di una sciara, ossia una lingua di lava, che dopo 100-200 anni si sgretola, si sfalda, e una volta che una sciara si disgrega nasce un’azienda e nasce una contrada. Le contrade dal 2011 sono diventate menzioni geografiche aggiuntive e l’Etna è il secondo territorio dopo le Langhe che ha deciso di intraprendere il percorso delle menzioni. Le contrade sono 133.

 

I versanti
I versanti sono quattro, Nord, Est, Sud-Est, Sud.

 

Versante Nord: nascono vini con una certa struttura alcolica e tanta acidità. Le escursioni sono significative, la pioggia è abbondante anche se il territorio è protetto dalle catene montuose dei Nebrodi le quali frenano gli sbalzi metereologici; le piogge dilavano e vengono mantenute sino all’estate. I pendii sono più dolci di quelli degli altri versanti. E’ il versante con la produzione maggiore di uve e, il disciplinare pone il limite invalicabile di 800 metri di altitudine per la coltivazione delle viti.

 

Versante Est: l’habitat ideale del carricante nettamente superiore per superficie coltivata al nerello. Il un versante è molto ripido e digrada verso il mar Ionio. I vigneti arrivano sino a circa 900 metri di altitudine, e i terrazzamenti con le pietre laviche, caratterizzano questo versante segnatamente scosceso. Piove moltissimo, il grecale soffia, le escursioni, termiche sono marcate. Qui nascono vini eleganti, freschi e sapidi.

 

Versante Sud-Est: ha altitudini elevate, definito da un paesaggio di crateri estinti, piccoli e grandi. E’ una viticoltura necessariamente terrazzata considerate le pendenze del 40-45%. Il clima è piovoso in autunno per cui a volte occorre anticipare la vendemmia del nerello che essendo un vitigno tardivo si raccoglie verso la seconda decade di ottobre. I vini qui prodotti sono molto equilibrati, sapidi.

 

Versante Sud: vi è una notevole escursione termica che si accentua man mano che si sale considerato che qui le viti possono superare i 1000 metri di altitudine. E’ meno piovoso degli altri versanti, è battuto da venti caldi è ed è molto soleggiato, per cui gode di tanta luce. Il nerello qui prodotto è più carico, più maturo, con profumi spiccati e tannino talvolta più graffiante, più rustico.


L’annata in degustazione
Il 2018 è stata un’annata atipica per l’area Etna. Generalmente i mesi più asciutti sono luglio e agosto. Ma nel 2018 si è avuto un agosto piovosissimo con temperature per nulla costanti, con numerosi temporali, con picchi di temperature che non hanno raggiunto i consueti valori siciliani ed etnei, poi c’è stata una pausa, quindi ha ripreso a piovere dal 20 settembre il che ha creato problemi per la vendemmia.

 

La degustazione
Sono vini trasparenti, brillanti. Hanno tutti svolto la fermentazione malolattica.

 

Campione 1 (foto 6)

 

Di colore rosso rubino.

 

Si colgono profumi floreali di rosa, di petalo di rosa, quindi tanta frutta, in particolare ribes, lampone, melagrana. Si fa strada una nota di grafite comunicata dal terreno vulcanico quindi ricordi di incenso, note erbacee di prato estivo.

 

In bocca è fresco, croccante e armonizza sia con la componente alcolica sia con l’elegante tannino. Vino di grande bevibilità e al tempo stesso complesso.

 

 

Campione 2 (foto 7)

 

Colore rosso rubino più intenso del Campione 1.

 

Al naso l’impatto è fruttato in particolare ciliegia pienamente matura, ma anche frutta più grossa come la prugna cui si uniscono il cacao e il mirto.

 

In bocca per quanto i tannini siano morbidi, sono più marcati del Campione 1, e dal calore, ma anche dagli archetti, il vino si rivela di buona alcolicità. E’ un vino sapido, fresco con nota fruttata di arancia rossa.

 

 

Campione 3 (foto 8)

 

Colore rosso rubino.

 

Al naso, si coglie subito una nota intesa di bergamotto, e più in generale di agrume con ricordi di rabarbaro e a tratti di erbe officinali, caratteristiche queste presenti anche in altri vini etnei. Proseguendo con l’analisi olfattiva si riconoscono ricordi fruttati di frutti rossi tra cui emerge la fragola di bosco accompagnati da una componente balsamica.

 

In bocca è un vino verticale, con succosità quasi citrica con ricordo di pompelmo, che bene bilancia il tannino ed è leggermente amaricante sul finale: fa salivare e pulisce il sorso.

 

Campione 4 (foto 9)

Annata 2017.

 

Colore molto più scuro e più carico degli altri campioni.

 

Al naso il frutto è scuro, maturo, come prugna e ciliegia e anche frutta secca cui si uniscono note di pepe, di spezie di rovere.

 

In bocca è il più concentrato, pieno, carnoso e denso, e si avvertono nuovamente ricordi speziati, in piena corrispondenza con l’analisi olfattiva. E’ dotato di buona freschezza, ed è avvolgente più rotondo e caldo grazie all’alcolicità.

 


Campione 5 (foto 10)

 

Colore rosso rubino.

 

Impatto olfattivo fruttato: si riconoscono la ciliegia anche sotto spirto, il ribes, tenui note agrumate di mandarino; più evidenti sentori speziati, minerali di pieta focaia e ancora di liquirizia, canfora, resina e nuance di menta.

 

In bocca è fresco: l’acidità citrica verticalizza il vino e conferisce bevibilità; nota amaricante e buona persistenza.

 

 

Campione 6 (foto 11)

 

Colore rosso rubino intenso.

 

Profumo fruttato di piccoli frutti rossi di bosco, di amarena, di pesca sciroppata e anche di frutta tropicale come ananas. Si riconoscono sentori di pepe, di rabarbaro.

 

In bocca è corposo, vellutato, morbido, con acidità agrumata, ricordi di arancia rossa e buona beva..


La corrispondenza con le etichette

 

Campione 1
Etna Rosso Doc Calmarossa Santa Maria La Nave
Versante Sud-Est - Altitudine vigneto: 800 metri s.l.m. - Uve: nerello mascalese (85%) e nerello cappuccio (15%).
La vinificazione avviene in vasche di acciaio inox con macerazione di 3 settimane. Il vino svolge la fermentazione malolattica quindi è elevato in barrique di rovere per almeno 9 mesi , infine affina 6 mesi in bottiglia.
Alcol 13,5-14,5 secondo l’annata

 

Campione 2
Etna Rosso Doc Diciassettesalme Cottanera
Versante Nord - Altitudine vigneto: 690 metri s.l.m. - Uve: nerello mascalese.
Dopo la pigiatura delle uve diraspate il mosto macera sulle bucce per 25-30 giorni. Fermentazione in vasche di acciaio. Il vino svolge la malolattica in botti di rovere francese poi è elevato 10 mesi in botti di rovere di 25 e 30 hl.
Alcol: 14%


Campione 3
Etna Rosso Doc Cisterna Fuori Ciro Biondi
Versante Sud-Est - Altitudine vigneto: 700 metri s.l.m. - Uve: nerello mascalese (80%) e nerello cappuccio (20%).
Fermentazione e macerazione di circa 10-12 giorni, in vasche di acciaio. La fermentazione malolattica si è svolta in acciaio mentre elevamento e affinamento sono avvenuti in barrique per un anno, quindi in bottiglia.
Alcol: 14%


Campione 4
Etna Rosso Doc Milice Cantine di Nessuno
Versante Sud-Est - Altitudine vigneto: 700 -900 metri s.l.m. - Uve: nerello mascalese.
Vinificazione in contenitori di acciaio dove il vino sosta per 4 mesi. Il vino è elevato per 24 mesi in barrique di rovere e affina 6 mesi in bottiglia.
Alcol: 14%

 

Campione 5
Etna Rosso Doc Irene Badalà
Versante Nord - Altitudine vigneto: 700 metri s.l.m. - Uve: nerello mascalese.
Fermentazione delle uve a temperatura controllata. Il vino matura in barrique per 10 mesi, 3 mesi in acciaio e affina 6 mesi in bottiglia.
Alcol: 13,5%

 

Campione 6
Etna Rosso Doc Lysios Tenuta Papale
Versante Sud - Altitudine vigneto: 750-800 metri s.l.m. - Uve: nerello mascalese (90%) e nerello cappuccio (10%).
Fermentazione delle uve in acciaio per circa 15 giorni dove rimangono per un 12 mesi. Il vino è poi elevato per 6 mesi in barrique di rovere e affina 2 mesi in bottiglia.
Alcol: 14%

 

Alcuni dati forniti dal direttore del Consorzio Massimo Lunetta
4 milioni di bottiglie (rispetto al 2019, calo compreso dell’Etna Rosso di circa l’8%)
Etna Rosso : 16.000 ettolitri
Etna rosso Riserva : 163 ettolitri
Etna Bianco : 9.000 ettolitri
Etna bianco superiore : 220 ettolitri
Etna Rosato: 2.500 ettolitri
Spumanti : 1.400 ettolitri


Conclusione
Gli Etna Rosso, pur nelle oggettive differenze, sono vini di grande bevibilità, da degustare a 14-16 °C. La tensione del sorso è evidente, grazie a un’acidità talvolta croccante che bene equilibra un tannino in genere garbato e un’alcolicità non sempre trattenuta. Sono vini complessi ma senza passare attraverso eccessive concentrazioni. Vini per tutte le stagioni, d’estate bevuti freschi possono accompagnare pesci saporiti come anguilla alla brace o triglie di scoglio in guazzetto. Oltre a primi piatti saporiti, carni alla griglia e formaggi lungamente affinati.

Nella foto 12 Filippo Bartolotta in un momento della degustazione

 

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