05gen 2022
CASANUOVA VIGNA DOGHESSA NITTARDI: VINO E ARTE RACCONTANO IL TERRITORIO
Articolo di: Fabiano Guatteri

Abbiamo incontrato Léon Femfert (foto 1), in rappresentanza della Tenuta Nittardi in un press lunch organizzato dall’agenzia di comunicazione Thurner PR  al ristorante Spazio di Niko Romito a Milano. 
Nel corso dell’incontro sono stati presentati cinque vini, quattro rossi (foto 2), un vino bianco ed è stato posto l’accento Chianti Classico Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa 2019.

 

Prologo

Prima di entrare nel merito della degustazione, Léon ha raccontato brevemente la storia di Nittardi, tenuta nel Chianti Classico tra Castellina e Panzano con edificio che risale al XII secolo attestato da un documento del 1183 quando si chiamava Villa Nectar Dei.

 

Abbiamo avuto modo di scrivere della storia della tenuta in particolare quando si è incrociata con quella di Michelangelo qui e qui. Ma veniamo all’attuale proprietà. I genitori di Léon, Peter Femfert tedesco e Stefania Canali veneziana, arrivati casualmente a Nittardi nel 1981, decisero di acquistarla anche per omaggiare Michelangelo. Va detto che il padre ha una grande passione per l’arte e all’epoca, alla fine degli anni settanta, aveva avviato una galleria d’arte a Francoforte. L’idea che spinse all’acquisizione della tenuta era di combinare il vino con l’arte, non tanto in una logica di marketing, ma perché sembrava il modo più naturale di raccontare il territorio. Ed è così che sin dalla prima annata ogni anno un artista diverso realizza due quadri, uno per l’etichetta e uno per la carta seta che avvolge la bottiglia del Chianti Classico Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa.

 

L’annata che abbiamo degustato, il 2019 riporta le opere di Fabrizio Plessi (foto 3 e 4). Plessi nasce a Reggio Emilia, si trasferisce a 15 anni a Venezia, e giovanissimo comincia a dipingere. Nel frattempo conosce reputati pittori, poi abbandona la pittura e l’arte classica e sostituisce il pennello con la tecnologia. Negli anni 60-70 è uno dei primi a produrre video. Ha sempre avuto il grande desiderio di confrontarsi con la tecnologia. Insegna all’Università in Germania e a Venezia umanizzazione della tecnologia. Per l’etichetta Nittardi ha riprodotto L’oro di Venezia, un fluido dorato in movimento, quasi liquido, che vorrebbe muoversi come in un video. L’effetto ottico è ottenuto dall’utilizzo di una lamina d’oro per cui se si ruota la bottiglia, guardandola da angoli diversi si ha la sensazione che l’etichetta cambi. L’artista sostiene che un’opera d’arte cambia secondo la situazione in cui si guarda, la persona con cui si è… così come il vino. Di Nittardi va ancora detto che è proprietaria di 40 ettari a conduzione biologica, 20 ettari in Chianti Classico, 20 in Maremma a sud di Grosseto, nella zona di Magliano in Toscana.


I vini degustati

 

Ben Vermentino Maremma Toscana DOC (foto 5)

 

Il primo calice che abbiamo degustato è Ben Vermentino Maremma Toscana DOC, prodotto unicamente con le omonime uve. Dopo la raccolta viene svolta la criomacerazione in pressa per circa 12 ore. Segue la fermentazione del solo mosto in acciaio; il vino non svolge la malolattica e matura 6 mesi in acciaio, quindi affina in bottiglia.

 

Note gustative


Nel calice presenta colore giallo paglierino con nuance verdi.
Al naso note di frutta con ricordi di pesca, di papaya e sentori. agrumati.
In bocca è rotondo, con acidità croccante che dà tensione al sorso e ha un proprio volume; si riconoscono le note agrumate già percepite al naso e piacevole salinità.

 

Chianti Classico Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa 2019
La 2019 è stata una felicissima annata sia per quantità sia per qualità dell’uva raccolta. Non è il vino più importante della Nittardi, ma è sicuramente iconico in quanto associato all’arte. Il vigneto, Vigna Doghessa, dimora a 450 metri d’altitudine con esposizione sud in terreni di Galestro ed Alberese. Il galestro nel Chianti dà sempre vini molto fini, molto lunghi e l’alberese aggiunge un po’ di volume. Il pigiato macera circa 15 giorni, quindi il vino è elevato 15 mesi in legni di formati diversi, sia tonneau sia botti più grandi da 30 ettolitri e 35 ettolitri. Il vino successivamente matura qualche mese in cemento per miscelare i vari vini e successivamente affina circa 4 mesi in bottiglia.

 

Note gustative

Di colore rosso rubino.
Il profumo è di frutta rossa come la ciliegia, ma anche nera come la mora di rovo e il mirtillo. Si colgono inoltre sentori balsamici, boisé e un richiamo speziato.
In bocca è polposo, ben strutturato, elegante e immediato e complesso; trama tannica presente e ben equilibrata con acidità e alcolicità.

 

Il 2016 ha un invecchiamento in legno molto simile a quello del 2019 con maggiore legno nuovo; l’etichetta è dell’artista inglese, Allen Jones.
Note gustative
Colore rubino, al naso si colgono ricordi di prugna, di ciliegia, di viola e note di macchia mediterranea. Essendo da 4 ani in bottiglia è più disteso, più rilassato rispetto al 2019.

 

Il 2013 è la prima annata della conduzione aziendale di Léon per cui è un vino a cui è particolarmente affezionato. L’etichetta disegnata da Alain Clément riporta colori rossi e blu del mediterraneo. Sosta 14 mesi in tonneau di secondo passaggio e 4 mesi in cemento.

Note gustative

Di colore rosso rubino granato è un vino elegante, complesso, armonico e di buona persistenza.

 

Abbinamenti dei tre Vigna Doghessa
Funghi e patate (foto 6)
Cavatelli al ragù bianco di coniglio e pecorino (foto 7)


Chianti Classico Riserva 2018

 

Le uve sangiovese provengono dal versante sud della Vigna Alta che si trova a 500 metri di altitudine ed è soleggiata tutto il dì. E’ l’espressione più ricca del sangiovese aziendale con macerazione sulle bucce più lunga rispetto a Vigna Doghessa, ossia di 20-22 giorni; il vino è elevato in legno piccolo per 24 mesi, quindi matura 6 mesi in cemento non vetrificato e affina 9 mesi in bottiglia.

 

Note gustative
Colore rosso rubino.
Al naso frutta estiva matura anche in composta; sentori balsamici, ricordi di cuoio e di cioccolato. In bocca è ampio ricco complesso e più concentrato rispetto a Casanova, carnoso con tannini morbidi e freschezza che dà lunghezza al sorso.

 

Abbinamento
Manzo e sedano rapa (foto 8)


Gli abbinamenti sono a cura del ristorante Spazio di Niko Romito.

 

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