03lug 2021
CHE BELLA COMPAGNIA DEL CAFFE’. GOPPION CAFFE’
Articolo di: Stefania Turato

Vale la pena raccontare questa storia come un romanzo.
I profili delle persone della storia che stiamo per descrivere sono:

Paola Goppion, responsabile Marketing della Goppion Caffè che pensa ogni giorno alla magnifica storia che vive ogni giorno;
Silvia Goppion, erede del Palato del Patron Sergio Goppion (Nel video 2  Sergio , Paola e Silvia Goppion) 
assieme a tutto il resto della Famiglia impegnata nella azienda.

 

Il lavoro esterno della Goppion Caffè è anche eseguito con attenzione dal Trainer ufficiale Denis Dzekulic che introduce la filosofia aziendale facendola conoscere a noi e a molti paesi europei, raggiungendo la clientela così fidelizzata.
Denis raggiunge i clienti per la formazione e il servizio del caffè ed è capace di entrare anche a casa nostra. Sapete come fare bene il caffè a casa (video 3)?  

 

Il caffè, una bevanda che si diffonde nel nostro paese a fine Ottocento e si fonde alla nostra nazionalità al gesto della tazzina. All’estero si diffonderà forse con più successo con il costume di scena de Il Cappuccino ma, l’originale italiano oggi chiede di essere riconosciuto patrimonio materiale dell’umanità. Oggi sono circa 800 i firmatari della richiesta Unesco.

 

Come si può degustare e apprezzare il caffè nel frattempo?
Ecco alcuni elementi di un’arte che si impara con dedizione e conoscenza.

 

Degustazione del caffe’

 

Occorrono:
cucchiaio da degustazione o cucchiaino
tazza di caffè da degustare
sputacchiera (il caffè degustato non si beve)
acqua naturale (che si beve prima della degustazione)

 

Cosa si cerca nell’assaggio del caffè?
L’esame è visivo. Il colore, la schiuma deve essere compatta e se aperta si deve richiudere attorno al cucchiaino.
L’esame olfattivo. Il naso del caffè cerca profumi come agrumi, cioccolato, fiori… (foto 4)
L’esame gustativo. Dopo aver bagnato tutto il cavo orale, si percepisce la presenza di acidità (come in ogni frutto) così come cerchiamo anche nel vino. Riepilogando, in una tazzina di caffè:
Si scopre l’acidità positiva
Si definisce il corpo e la dolcezza
Si definisce il retrogusto, come accade anche nella degustazione del vino.
C’è di più. CSC è la certificazione della miscela di caffè rilasciata fin dall’origine a ulteriore garanzia per il consumatore di Caffè Goppion.
18 chicchi inoltre certificano il gusto Goppion, cliccare qui.

Tante piccole sfumature e dettagli contenute nella quantità utilizzata per il caffè perfetto ( 7 grammi) e tanti specialisti del caffè. Infatti, la letteratura del caffè cita fonti come il testo uscito nel 2019 Mondo Caffè, autori Andre Cuono e Anna Muzio. Si tratta di un viaggio nel mondo del caffè, una lettura consigliata.

 

Poi visitate il sito di Chiara Bergonzi, cliccare qui, per fare ancora pratica e conoscenza al servizio dei professionisti del settore.
Tutto ciò vi può aiutare a scoprire i locali Caffè Specialist.

 

Abbiamo scoperto quanto il caffè sia simbolo di condivisione, di inclusione, dal momento di pausa e relax, ad attore della tavola, dal mattino, da colazione, fino alla cena.
Il caffè presente nella nostra vita quotidiana più del vino e non privo di abbinamenti ci fa pensare al consumo pro-capite della bevanda, il giro d’affari e gli operatori impiegati nel settore; molte son donne.

 

Consiglio e-state con noi
Vi consigliamo una preparazione fresca per la vostra Estate; l’abbiamo assaggiata nella sala di formazione Goppion.
Se vengono miscelati, caffè espresso ristretto da tipologia singola Etiopia, acqua tonica e sciroppo di rose, otteniamo il cocktail Caffè Tonic (foto 5)

 

Il chicco del caffè che arriva verde (foto 6) alla Goppion, acquistato da Etiopia, Brasile e India, selezionato da mani femminili, viene tostato sapientemente (foto 7): 15 minuti che conferiranno il profumo, l’aroma che noi itailani desideriamo e riconosciamo in tutto il mondo.

Diversi assemblaggi , diverse tostature definiscono stili, gusti, abbinamenti in cui il Cliente, sempre al centro dell’attenzione, si riconosce e propone in caffetteria.

 

Grazie alla cura costante assicurazione della qualità richiesta da ognuno dei propri Clienti, la storia della Goppion ha accompagnato gli anni che vanno dal 1948 ad oggi. La differenza la fanno il terroir di provenienza, il clima, la selezione e proprio il Cliente, aggiungiamo noi.
Il nome della famiglia Goppion nasce però ancora prima del 1948, già dal 1859 con Luigi.

 

Poi, Sergio Goppion nasce in Etiopia e la Torrefazione n.O 1 apre a Treviso.

L’azienda di torrefazione (foto 9 ) sorge  sulla strada napoleonica che collega Venezia a Treviso e proprio a Venezia è sbarcato il caffè.
Oggi la generazione che porterà avanti il nome ed è la seconda della Famiglia Goppion.

 

Si è bevuto caffè al Caffè Florian a Venezia e Goldoni ha scritto la Bottega del Caffè oggi, il caffè Goppion è una bevanda inclusiva con 13 caffetterie a marchio.

 

Proprio perché possiamo considerare il caffè una bevanda inclusiva, vanno compresi anche i diversi modi di infusione e dei modi di bere caffè rispetto a quello dello stile italiano, identificativo del nostro popolo.

 

E’ bene conoscere le differenze tra tipologia Arabica o Robusta e la Goppion fornisce corsi molto entusiasmanti per scoprire un mondo che ci sembra conosciuto, ma svela segreti anche per la preparazione della moka a casa.
Per cercare di fare cultura, si utilizzano confezioni, packaging il più possibile riconoscibili e descrittivi del prodotto, aiurando il consumatore nella scelta.

 

Poi ci sono confezioni deliziosamente pensate per sostenere la cultura e la Goppion lo fa grazie al progetto condiviso con la Ca’ d’Oro , sì la famosa dimora di Venezia. Con Ca’ d’Oro la Goppion propone l’ opera di Francesco Guardi, dalla Galleria Franchetti, a Venezia e riprodotta sulle latte in edizione limitata. Con l’acquisto della confezione, si contribuisce alla salvaguardia di un palazzo prezioso come la Ca’ d’Oro con un messaggio quotidiano: quello del caffè.

 

Pensare che la storia della Goppion è nata dalla nostalgia per la patria italiana degli antenati Goppion che in Etiopia scoprono il chicco a cui potremmo dare il nome di chicco del buon ricordo, tanto capace di riuscire a richiamare il senso di casa e di italianità nel mondo.

 

E’ bastato un chicco all’origine, oggi basta sempre un chicco.

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